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Storie di Gatta Camilla
Benvenuti nel mondo di Gatta Camilla

Sono Camilla una gatta speciale.
Mi piace essere grattata dietro le orecchie.
Ma se me le grattano i bambini, mi metto a raccontare favole.

Le storie

Le favole di Gatta Camilla

Martino e la stella 56 Martino e la stella 19–08–2017

Vi è mai capitato di svegliarvi e trovare accanto a voi una stella?

No?

Beh sapete, a volte capita.

Il topino triste 55 Il topino triste 18–08–2017

Dalla bocca larga e rossa la rana bella

dalla sera alla mattina

parla al luccio e all’alborella

I due cinghiali 54 I due cinghiali 16–08–2017

Due cinghiali grufolavano ghiande nel sottobosco, sotto gli alberi di quercia che producono quei frutti, le ghiande appunto, che d’autunno cadono a terra.

I due erano amici, uno si chiamava Pino e l’altro Dino.

– Ehi Dino, ma hai visto tu quest’anno? È autunno inoltrato e le ghiande sono ancora tutte lassù sugli alberi!

La rana dalla bocca larga 53 La rana dalla bocca larga 13–08–2017

La rana dalla bocca larga va di qua e di là, saltellando per lo stagno.

– Graaaa graaa, ciaaao sono la rana dalla bocca larga, tu chi sei? – chiede al bufalo che sta all’ombra di un albero.

– Sono il buuufalo dalle lunghe corna, vai da un’altra parte, smettila di scocciarmi.

La rana testona 52 La rana testona 13–08–2017

Gigia era una ranocchia strana, sul suo corpicino esile, il padreterno, o chi per lui, aveva pensato bene di provare a piazzarci un bel testone; così, per provare che effetto faceva.

Così combinata, la nostra ranocchia, non era certo il campione della sua razza, la grossa capoccia la faceva un po’ sbilanciare e, quando si gettava su qualche preda, un moscone o una zanzara, slanciandosi in un salto, il peso della testa la faceva sbandare, ed erano più le volte che batteva una musata per terra che quelle che riusciva a mettere qualcosa in pancia.

“Se continua di questo passo, finirò per morire di fame!” – pensava la povera Gigia mentre assisteva allo spettacolo delle sue colleghe rane “normali” che facevano scorpacciate d’insetti.

Lo zufolo 51 Lo zufolo 10–08–2017

Molto tempo fa, nel lontano oriente, in una steppa remota, presso una povera famiglia di pastori, viveva un ragazzo di nome Naran.

Mentre badava alle capre, per passare il tempo, si mise intagliare una canna e ne ricavò uno zufolo, cioè un piccolo flauto.

Tutto il giorno se ne stava all’ombra di uno dei rari alberi che crescevano in quelle terre a suonare il suo zufolo.

FILASTROCCA DEL CANE ARTURO 50 FILASTROCCA DEL CANE ARTURO 07–08–2017

C’era un cane chiamato Arturo

che nella testa era un po’ duro.

Alcune cose non le capiva,

I due Castori 49 I due Castori 29–07–2017

Lungo il fiume abitavano due castori, Valdo e Poldo, tutte le mattine uno di loro, una volta Valdo l’altra Poldo, andava a bussare alla tana dell’amico e si mettevano a fare quattro chiacchiere insieme percorrendo il sentiero per andare alla diga dove lavoravano.

Un giorno i due si misero a discutere per una cosa senza importanza: su quale fosse il legno migliore da utilizzare per la diga.

– Di certo è la betulla – sentenziò Poldo – è più flessibile e resiste meglio alla piena.

Il PescaCuori 48 Il PescaCuori 25–07–2017

Racconta un vecchio libro la strana storia degli abitanti di Carambola.

Tutti, in quel paese erano sempre affaccendati, chi vendeva, chi comprava, chi costruiva cose per poi venderle, chi comprava cose per costruirne altre che avrebbe venduto, insomma, non c’era un minuto di tregua, non c’era un attimo per pensare a qualcosa che non fosse vendere o comprare.

I Carambolesi insomma non facevano altro che: lavorare, mangiare per aver la forza di lavorare, dormire per riposare e poter lavorare all’indomani.

Assunta tra le rane 47 Assunta tra le rane 19–07–2017

Assunta era una bambina piccola piccola, florida e paffutella, unica figlia della Regina Esmeralda del castello di Belmonte.

Purtroppo nel paese vicino, quello di Malaria, in una rocca, viveva una strega cattiva, la temutissima Ursula. La strega era stata rinchiusa lì dall’esercito del Re di Belmonte e, da allora aveva giurato di vendicarsi.

Anche se non poteva uscire dalla rocca, Ursula, con incantesimi diabolici, riuscì a chiamare a sé dei malvagi servitori, uno stormo di corvacci neri grossi quanto tacchini.

Il trasloco dell’abete 46 Il trasloco dell’abete 18–07–2017

Finite le feste a casa di Beppino non si sapeva più che farne dell’abete che era servito per l’albero di Natale; il nonno proponeva di farne un bel po’ di legna per il camino, gli avrebbe fatto proprio comodo per i suoi reumatismi; il papà ribatteva che il legno di abete, pieno di resina com’è, non è buono per il fuoco; Beppino invece insisteva nel piantare l’albero nel terreno per farlo vivere.

Le sue insistenze furono così tante che alla fine la famiglia dette retta a Beppino, ma il papà, che aveva l’incarico di piantare l’abete, non aveva voglia di fare molta strada con quell’albero sulle spalle, quindi appena arrivò al bosco vicino a casa, alla prima radura che trovò, lo piantò lì.

La pianura non è terreno adatto per l’abete, albero che cresce in alta montagna, tuttavia il nostro abete prese lo stesso a crescere vigoroso e in breve divenne un albero grande e grosso.

Rodolfo cavaliere per caso 45 Rodolfo cavaliere per caso 11–07–2017

Rodolfo nel castello era l’ultima ruota del carro, era stato preso come servo di un famoso cavaliere, Rodomonte dalle Braghe Larghe. In realtà, a dispetto del nome altisonante, questo Rodomonte era un omettino piccolo piccolo, ma quando indossava la sua scintillante armatura tutti si inchinavano al suo cospetto: i poeti di corte componevano canzoni in suo onore, i soldati si mettevano all’attenti al suo passaggio, le dame gli donavano ciocche di biondi capelli.

Rodolfo si era quindi convinto che il segreto di tutta la faccenda stesse nell’armatura; ogni sera lucidava quella di Rodomonte e sospirava:

– Potessi un giorno avere anch’io la mia armatura.

La gallina da guardia 44 La gallina da guardia 09–07–2017

Un contadino di nome Crispino aveva tre galline: una rossa, una nera e una bianca.

La gallina rossa gli dava ogni giorno un uovo, bello grosso, dal tuorlo rosso, Crispino ne era contento, così, prima di andare nei campi, la mattina, poteva bersi il suo bell’uovo e avere l’energia per affrontare la dura giornata di lavoro.

La gallina nera non era così puntuale nel fare uova, ma era la più prolifica, insieme al vecchio gallo spennacchiato metteva al mondo un discreto numero di pulcini e, quando questi erano cresciuti, Crispino poteva venderli al mercato e comprare, con il ricavato, le sementi da piantare nei campi e gli attrezzi che gli servivano.

Roberto e l’aquilone 43 Roberto e l’aquilone 22–06–2017

Nelle giornate ventose, lì in riva al mare dove abitava in una piccola casetta di legno in riva alla spiaggia, Roberto usciva con i suoi due cagnolini, Pingo e Pongo, per far volare il suo aquilone.
L’aquilone gli era stato lasciato dal suo vecchio padre, era tutto quello che gli era rimasto di lui, prima di morire gli aveva detto:

I due topolini 42 I due topolini 18–06–2017

Due topolini abitavano proprio sotto una montagna, beh… per loro era una montagna, ma se l’aveste vista voi vi sareste messi a ridere, sarà stata al massimo una collinetta di terra…

Comunque mettetevi nei panni di due topolini perbacco, alti quanto un soldo di cacio, per loro era una montagna eccome, anzi, la Grande Montagna, come la chiamavano.

Là sul picco della Grande Montagna svettavano delle spighe di grano grosse e mature, belle, ma così belle, che i due topolini, ogni volta che alzavano gli occhi al cielo sospiravano!

I tre cavalieri 41 I tre cavalieri 13–06–2017

Bettina era una bella fanciulla che abitava in campagna, in una casa circondata da bellissimi prati che, in primavera si ricoprivano di un manto rosso di papaveri.

Quando arrivava la bella stagione, si metteva lì, di sera, seduta davanti al muro di casa, ancora tiepido per il caldo del giorno, e ammirava, insieme al suo gatto Timoteo, quel mare di capocchie vermiglie che ondeggiava lieve al vento della sera.

Nel suo cuore però c’era un po’ di tristezza, la sua casa era lì in campagna, lontana da tutto e da tutti e lei si sentiva un po’ sola. Nei libri aveva letto di cavalieri che, sul loro destriero, liberavano principesse rinchiuse nelle torri, ma lì, dove stava lei, non si era mai vista l’ombra di un cavaliere, neanche appiedato.

Maga Carmela e il Ranocchio 40 Maga Carmela e il Ranocchio 06–06–2017

Vi ricordate tutti di Maga Carmela no? Beh, ne abbiamo parlato qualche favola fa…

Cioè, tutti nel villaggio accanto al bosco la chiamano “strega” ma voi, se l’incontrate, non vi ci provate… è di un permaloso! È capace di trasformarvi in un bel ranocchio grasso.

A proposito di ranocchi, sentite questa che mi ha raccontato proprio l’altro giorno.

Il merlo e l’organista 39 Il merlo e l’organista 26–05–2017

C’era tanto tempo fa un merlo triste.

Il canto del merlo, è uno dei più soavi e melodiosi tra quelli che si possono ascoltare nel bosco.

Anche il nostro amico non faceva eccezione, quando alla sera, sui rami di salice vicino al fiume, si riuniva il coro dei merli e lui faceva mille sforzi per primeggiare con trilli e gorgheggi.

Il cavallino con le ruote 38 Il cavallino con le ruote 22–05–2017

Nel profondo del bosco c’era un elfo abilissimo a creare statuette di animali.

Fin qui niente di strano direte voi. Chissà, magari anche voi siete bravi a farle con l’argilla.

Eh già, ma che fiaba sarebbe se non ci fosse lo zampino di qualche mago?

Il TartaMondo 37 Il TartaMondo 18–05–2017

TartaMondo era proprio un pianeta strano e bizzarro.

Dovete sapere che tantissimo tempo fa, era completamente vuoto e liscio come una palla.

Ogni notte, le stelle che spuntavano sul suo cielo, vedendolo così solo e desolato diventavano tristi e cominciavano a piangere, a piangere, senza fermarsi mai.

Le pecore pelate 36 Le pecore pelate 16–05–2017

Nel gregge c’era una gran confusione tra le pecore.

Rodolfa e Astolfa si contendevano il comando del gregge e si erano presto creati, tra gli animali, due partiti.

La prima a passare all’azione fu Rodolfa, chiedendo al pastore di radergli il pelo sulla parte destra del capo.

Quello che non ho 35 Quello che non ho 15–05–2017

Nel paese di Riccomondo regnava Re Riccardo.

Riccardo era ricco, ma tanto ricco.

Viveva nel lusso più sfrenato: faceva il bagno in piscine d’oro, vestiva abiti che costavano più di tutti gli averi di mille dei suoi sudditi, mangiava cibi che faceva venire dai paesi più lontani. Cosa gli poteva mancare di più?

Giorgio e il drago 34 Giorgio e il drago 13–05–2017

Un giorno di un tempo lontano, nel paese di Sasso Tondo, un folto gruppo di sudditi si presentò a corte vociando:

"Fuoco!", "Distruzione!", "Rovina!", riuscì a malapena a capire il Re Gian Gustavo III in mezzo alle loro grida concitate.

– Vi volete dare una calmata e raccontarmi tutto dall’inizio? – sbottò il sovrano.

Mamma gufa 33 Mamma gufa 08–05–2017

Mirya era una piccola gufetta di qualche settimana. Il suo uovo si era schiuso tardi e quindi, più piccola dei suoi fratelli, era la cocca di mamma.

Gli altri gufetti della nidiata, ad uno ad uno, un giorno dopo l’altro, avevano raggiunto il bordo del nido, scavato nel tronco del Grande Frassino, e… via, si erano lanciati nel vuoto.

Anche Mirya avrebbe voluto volare, due o tre volte si era pure avvicinata all’entrata del nido, tanto per dare un’occhiata là fuori, ma la voce della mamma l’aveva subito richiamata:

Camilla e la mamma 32 Camilla e la mamma 03–05–2017

Cari amici, oggi vi voglio raccontare qualcosa di me, una storia di quando ancora ero una gattina e ancora stavo con la mia mamma.

La mia mamma si chiama Fulvia, una bella gatta tigrata rossa ed io sono nata, fatto piuttosto insolito tra i felini, senza fratelli.

Forse fu il fatto di non avere gatti della mia età con cui giocare che mi spinse ad andare a cercare amici in ogni dove, incappando a volte in pericolose avventure.

Teresa e le bolle di vetro 31 Teresa e le bolle di vetro 01–05–2017

Quel giorno Teresa era un po’ triste, era una bella giornata di primavera ma lei era un po’ inquieta, aveva tanti pensieri, tanti progetti per la sua vita, che non riusciva a decidersi.

A lei piacevano tante cose: suonare il violino, fare torte e scrivere delle belle favole.

Era lì, sul prato, insieme alla sua gatta Agnese, quando passò da quelle parti la Maga Carmela che stava andando ad una riunione di maghi.

Il gufo e la Luna 30 Il gufo e la Luna 30–04–2017

Un vecchio gufo abitava in un nido sopra la grande quercia.

La notte, come fanno i gufi, si metteva su un ramo, alla luce della Luna, ad aspettare che passasse qualche topo nel prato per dargli la caccia.

Quando, dopo ore di attesa, riusciva a catturare finalmente una preda, si ritirava tutto felice e fischiettante nel suo nido.

Mirta e i fiori parlanti 29 Mirta e i fiori parlanti 27–04–2017

A prima vista sembrava una bambina normale, ma Mirta custodiva un segreto.

Un giorno di primavera era andata a raccogliere un po’ di quei papaveri che coloravano di vermiglio le colline intorno alla sua casetta.

Ne aveva già colto un bel mazzo quando, in una radura lì vicino, sotto una grande quercia, notò un gruppo di fiori particolari.

La strana torre 28 La strana torre 23–04–2017

La regina Mirtilla, sovrana del regno di Benlontano, era preoccupata.

Nel suo regno non c’era nemmeno, non dico un castello, ma neanche una misera torre per difendersi in caso di attacco di un nemico che volesse toglierle la corona.

Se non c’era nessuna fortificazione però non era un caso.

Il gatto e la gallina 27 Il gatto e la gallina 18–04–2017

I gatti, come tutti sapete, sono dei gran cacciatori, delle piccole tigri, e gli uccelli sono spesso tra le loro prede.

Certo, se gli uccelli sono galline, beh… sono un po’ troppo grosse per loro.

Ma il gatto Ernesto non si rassegnava, nella fattoria aveva a disposizione in quantità delle grasse chiocce e non capiva perché non doveva approfittare di tutta quell’abbondanza.

Strega Matilda – La cura imbruttente 26 Strega Matilda – La cura imbruttente 15–04–2017

Le streghe, si sa, sono tutte un po’ bruttarelle, col naso pieno di bitorzoli, pochi denti in bocca e cappellone a falde larghe.

Tutte? Beh… tutte tutte veramente no.

Ad esempio Matilda è una strega bellissima, ma questo per lei è un problema.

Le tre pecorelle 25 Le tre pecorelle 11–04–2017

Un tempo, in un paesello di pastori, in montagna, si raccontava la storia di tre pecorelle, tra loro sorelle.

Queste tre pecorelle, una volta diventate grandi, dovevano cercarsi un posto dove vivere. Mamma pecora le chiamò e gli disse:

– Mie care, ormai è tempo per voi di andare ognuna per la sua strada. Tuttavia non vi voglio lasciare andare così. Ho in serbo per voi un regalo che mi ha dato, alla vostra nascita, la Fata del bosco.

Sofia la civetta 24 Sofia la civetta 04–04–2017

Ormai conoscete la strega Carmela no?

No?!? Vergogna… andate a rileggere le storie che vi ho raccontato.

Va beh, visto che ormai siete qui…

Giocondo e i fagioli 23 Giocondo e i fagioli 29–03–2017

Giocondo era un contadino che campava felice e contento pensando solo al suo lavoro.

La sua unica preoccupazione erano gli storni.

Sì gli storni, quegli uccelli che si riuniscono in grandi stormi che arrivano anche a oscurare il cielo.

L’armonia nel pollaio 22 L’armonia nel pollaio 21–03–2017

In una fattoria sperduta nella campagna c’era una vecchia casa di contadini dov’era rimasta, a coltivare un piccolo orticello, un’anziana donnina che si chiamava Beatrice, ma che tutti chiamavano Bea.

Ma quando dico “tutti” non dovete pensare a “umani”, perché di “umani”, nei paraggi, se ne vedevano ben pochi. No, la Bea parlava ormai solo con i suoi animali: un grosso gattone rosso di nome Birillo, un vecchio cane pastore chiamato Rudy e le galline.

Le galline, in particolare, erano le più chiacchierone.

Maya e il gufo 21 Maya e il gufo 17–03–2017

La gatta Maya abitava in una fattoria vicino al bosco.

Il suo compito era di eliminare i topi che, altrimenti, avrebbero mangiato tutto il grano raccolto dal contadino.

Quel lavoro lo faceva per benino non c’è che dire, tanto che, alla fine, i topi erano del tutto spariti dal granaio e… finiti i topi, finita la pappa.

La strega Carmela 20 La strega Carmela 11–03–2017

Mariolina e Carolina si erano attardate troppo.

La mamma gli aveva chiesto di andare nel bosco a raccogliere un po’ di fragole per fare la crostata di cui le due sorelle andavano ghiotte.

Non se l’erano fatto dire due volte; avevano preso due ceste di vimini ed erano partite di corsa.

Il regno delle Gufe 19 Il regno delle Gufe 07–03–2017

L’altro ieri, seduta in una panchina del parco, non t’incontro la mia amica Rossella tutta gialla che pareva un limone?

Vestito giallo, scarpe gialle e, a corredo, un rametto di mimosa nei capelli.

– Che è successo? – dico io – È cambiata moda?

Pippo e la palla 18 Pippo e la palla 03–03–2017

Pippo amava il momento in cui il suo amico Enrico prendeva il guinzaglio per portarlo al parco; aspettava tutto il giorno pazientemente che tornasse dal lavoro e gli saltellava intorno, al suo rientro in casa, pregustando la passeggiatina quotidiana e la sua palla rossa.

Pippo, come ogni buon Jack Russell che si rispetti, aveva una vera e propria fissazione per le palle, in particolar modo per quelle rosse: ogni volta che vedeva una palla in mano a Enrico cominciava a girare su se stesso come una trottola, aspettando che la lanciasse, per poi correre a perdifiato a recuperarla e riportarla al suo amico per ripetere l’operazione.

– Sei un cane drogato di palle – gli diceva, scherzando Enrico, mentre lo conduceva al parco.

La pozione miracolosa 17 La pozione miracolosa 26–02–2017

Borgo Citrulli era un piccolo paesino adagiato ai piedi del monte Nerone, abitato da gente semplice e onesta, dedita al lavoro dei campi o alla pastorizia.

Durante il giorno nel Borgo era difficile vedere qualcuno in giro perché gli abitanti erano impegnati nei campi della pianura o nei pascoli in montagna.

Questo tranne il giovedì, quando si teneva il mercato settimanale e la piazzetta si animava di gente che vendeva i prodotti del proprio lavoro: caciotte, verdure, polli, polenta e farina.

Anna e la palla fiorita 16 Anna e la palla fiorita 24–02–2017

Anna era una bella bambina dai capelli color del grano con delle graziose lentiggini sulle guance pienotte.

Viveva in città, in una cameretta insieme a tre gatti e una sorella.

Lei veramente avrebbe preferito quattro gatti e nessuna sorella, ma la sorte gli aveva messo nella stanza quella rompiscatole.

Osvaldo il pesce spavaldo 15 Osvaldo il pesce spavaldo 19–02–2017

Nel grande Oceano del Sud, vicino alla barriera corallina, viveva un gran numero di pesci dalle forme più strane. Ce n’erano di stretti e lunghi come fili d’argento; di piatti e storti come se fossero stati schiacciati; di grandi e temibili come gli squali.

Tra tutte le specie di pesci, i più numerosi erano i pesci pagliaccio, detti così per i loro colori variopinti che li facevano sembrare Clown del circo. Di solito, i pesci pagliaccio, trascorrono la loro esistenza vicino ai coralli, ben protetti dai numerosi predatori di quelle acque.

Il loro mondo era racchiuso tra quegli scogli e loro erano contenti così.

La piuma del gufo 14 La piuma del gufo 13–02–2017

Come sapete noi gatti amiamo la notte, ma non vi crediate che stiamo in giro a bighellonare fino a mattina per dormire tutto il giorno.

No no… facciamo qualche puntatina per assicurarsi dei bei bocconcini, questo sì, ma, dopo che ci siamo procurati una bella cenetta andiamo a nanna anche noi.

Non era così per Teo, un bel gatto rosso tigrato. Lui no. Lui usciva solo di notte.

La miglior medicina 13 La miglior medicina 11–02–2017

Gatto Giovanni era un bel micione dal pelo bianco e folto. Viveva in una bella casa di Micioburgo. Tra i gatti poteva considerarsi ricco, il che significava avere una bella dispensa sempre piena di scatolette e molti gatti al proprio servizio.

La mattina, il suo maggiordomo, Romeo, un soriano furbacchione dagli occhi vispi, faceva il suo ingresso nella stanza di Giovanni, aprendo le imposte e dicendogli, ad esempio:

– Buongiorno signor Giovanni, sta un po’ meglio stamattina?

Erica e le chiavi scomparse 12 Erica e le chiavi scomparse 09–02–2017

La mamma di Erica, le chiese ancora: – dai, perché non vuoi venire con me dalla nonna?

– No mamma via! Lo sai che sono grande ormai. Potrò stare da sola un giorno no?

– Sì è vero, ma non sei rimasta mai a dormire da sola in casa…

Le due torri 11 Le due torri 08–02–2017

C’erano, molto tempo fa, due paesi divisi da una guerra che durava da anni e anni.

Nessuno si ricordava più come fosse iniziata; si sapeva solo che la Torre Est ogni tanto ordinava al suo esercito di andare alla conquista della Torre Ovest, senza mai riuscire a espugnarla; mentre quest’ultima, a sua volta, finito l’assalto nemico comandava al suo esercito di partire al contrattacco assaltando la Torre avversaria, contrattacco che puntualmente falliva.

Le due torri stavano in due colline, una di fronte all’altra, tanto vicine che i regnanti avrebbero potuto vedersi e addirittura parlarsi se si fossero affacciati alla finestra.

La corsa delle lumache 10 La corsa delle lumache 24–01–2017

Miao a tutti!

Gli animali del bosco, quando nevica e fa freddo, ogni tanto fanno un salto in città.

Molti sono miei amici e mi raccontano storie.

Lo Gnomo nella Roccia 9 Lo Gnomo nella Roccia 20–01–2017

Miao a tutti!

Si sa che gli gnomi sono pettegoli.

E così anche il mio amico, lo gnomo Andrea, quello che, con la terra, dà vita alle statuine degli animali delle fiabe.

Filippo Cuordileone 8 Filippo Cuordileone 17–01–2017

Miao a tutti!

L’altra notte, saltellando per i tetti e curiosando nelle case dei bambini, le mie orecchie feline sentono uno strano ticchettio… Rattle… Rattle… che proveniva da una casa.

“Cosa sarà mai” – mi son detta e sono subito scesa a vedere.

L'Isola dei Topi 7 L'Isola dei Topi 15–01–2017

Miao a tutti!

Passavo ieri per le strade di Micioburgo quando, nella vetrina della bottega del mio amico Gnomo Andrea, quello che con la terra crea gli animali, non ti vedo una marea di topi?

Sì, proprio tanti topolini a pois multicolori.

La sorella dei gatti 6 La sorella dei gatti 11–01–2017

Miao a tutti!

Noi gatti siamo belli e buoni, ma quando ci fanno arrabbiare c’è poco da scherzare!

Sentite questa che è capitata alla mia amica Martina.

La pioggia di cuori 5 La pioggia di cuori 08–01–2017

Miao a tutti!

Proprio strane le cose che succedono agli animali delle fiabe, sentite questa che è capitata l’altro giorno.

Nel paese delle fiabe c’era un povero asinello triste di nome Arturo.

Melissa e la Regina del Vento 4 Melissa e la Regina del Vento 07–01–2017

Miao a tutti!

Proprio ieri ho incontrato una bambina di nome Melissa, con i capelli color di rame, e mi ha raccontato una storia curiosa che le è capitata.

Non vedo l’ora di raccontarla anche a voi.

Il Cane Vincenzo 3 Il Cane Vincenzo 07–01–2017

Miao a tutti!

“Perché non racconti mai storie con i cani?” – mi chiedono gli amici di Gatta Camilla.

Beh… sapete, con i cani noi gatti abbiamo… diciamo… qualche incompatibilità di carattere.

Va dove ti porta il Cuore 2 Va dove ti porta il Cuore 06–01–2017

Miao a tutti! Certo che avventure che capitano ai bambini sono proprio strane, sentite questa che mi ha raccontato l’altro giorno la mia amica Mafalda.

Mafalda è una bambina proprio simpatica, ha un solo difetto: nelle questioni sentimentali è un po’… diciamo… indecisa.

Sì, insomma… si innamora perdutamente di un bambino e poi, dopo qualche giorno, ne vede un altro che le pare più bello e vai! …si dimentica quello di prima e non fa che pensare alla nuova fiamma con tutto il cuore.

Il Gufo Befano 1 Il Gufo Befano 05–01–2017

Miao a tutti!

L’altro giorno il mio amico Beppino, un bambino dalle mani d’oro per quanto riguarda le grattatine dietro le orecchie, mi domanda: “ma la Befana esiste?”.

– Certo che esiste, che domande! Mi sembri il Gufo Gustavo!

I mesi

Storie brevi dedicate ai mesi dell'anno

Gennaio 8 Gennaio 28–01–2017

A gennaio, in città, venne una gran nevicata. Tutto si imbiancò e i bambini, felici, fecero un sacco di pupazzi di neve.

Tra questi pupazzi ce n’era uno, che Rossella, una dei bambini che l’avevano fatto, aveva chiamato Tobia.

Tobia aveva una bella carota al posto del naso, una sciarpa e un cappello, quello del nonno di Rossella, che da giorni lo stava cercando.

Febbraio 7 Febbraio 05–02–2017

Dovete sapere che Febbraio non è stato sempre così corto.

Un tempo aveva 31 giorni come Gennaio e Marzo.

Prima che sulla terra comparissero gli uomini, quando, come tutti sanno, i gatti parlavano (poi hanno creduto che non ne valesse la pena), c’erano delle città abitate solo da felini e insieme, queste città, formavano degli Stati gatteschi e, tutti gli stati erano governati dalla Grande Gatta, una specie di regina, eletta ogni tre anni dal grande Congresso Gattesco Mondiale; il CGM.

Marzo 6 Marzo 01–03–2017

Quest’anno, nella città dove abita Alessia, dopo un inverno freddo e nevoso, a marzo è arrivato finalmente il sole e i prati cominciano a colorarsi di fiori.

Alessia comincia ad averne abbastanza di stare tutto il giorno a fare i compiti e vorrebbe andare fuori a giocare con gli amici.

Però non può.

Aprile 5 Aprile 31–03–2017

– Perché gli scherzi del primo aprile si chiamano ‘pesci’ ? – chiese Rossella a Gatta Camilla.

Così la gatta cominciò a raccontare.

Tanto tempo fa, in un paese lontano, c’era una bambina impertinente che si divertiva alle spalle di tutti quelli che le capitavano a tiro.

Maggio 4 Maggio 29–04–2017

Tanto tempo fa le rose erano solo bianche e piccole come margherite.

In quell’anno però la Primavera non arrivava.

Passati i mesi più freddi, Gennaio, Febbraio e Marzo, tutti i fiori si aspettavano che, ad Aprile, il Sole si facesse via via più caldo e loro potessero finalmente sbocciare.

Giugno 3 Giugno 03–06–2017

Un Giugno di tanti anni fa c’era una bambina che abitava col suo gatto in una casetta tutta circondata da campi di grano dalle bionde spighe.

Papà e mamma avevano coltivato i campi, seminandoli col grano che sarebbe servito per farne farina per tutto l’anno ed avere così di che passare l’inverno.

Con l’arrivo della bella stagione il grano era maturato e le piante erano cariche di grossi chicchi.

Luglio 2 Luglio 05–07–2017

Forse non lo sapete ma anche in alta montagna crescono i papaveri, solo che non sono di colore rosso acceso come quelli che inondano i campi di grano giù nella pianura, quelli montani sono più piccoli e di colore giallo.

Alessandra andava col nonno ogni anno in alta montagna. Il nonno, un vecchio burbero che parlava poco, conosceva sentieri poco frequentati, uno di questi portava alla base di un gigantesco massiccio roccioso e lì, sulla pietraia, spuntavano a ciuffi i papaveri gialli che lei raccoglieva in mazzetti per portarli alla mamma.

Tra gli altri papaveri però Alessandra ne notò uno in particolare, dai petali rosso vermiglio. Attratta dal fiore la bambina lo colse e lo aggiunse agli altri. Il nonno la guardava sorridendo senza dire una parola.

Agosto 1 Agosto 08–08–2017

“Ma perché il sole d’agosto lo chiamano Solleone?” chiese un giorno Agostino alla sua amica Gatta Camilla. E lei gli raccontò una storia.

Devi sapere che tanto tempo fa, in Africa, tra i leoni, ce n’era uno, Jahari, assai triste.

Era bello e forte, e all’interno del suo branco era temuto e rispettato.

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